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15 giugno 2020 - Libera e le imprese chiedono interventi urgenti per emergenza rifiuti

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15 giugno 2020 - Libera e le imprese chiedono interventi urgenti per emergenza rifiuti

Libera regionale Calabria e il coordinamento territoriale di Libera Reggio Calabria attraverso una pec ufficiale, si sono fatti portavoce presso il Ministero degli Interni e la Prefettura, della grave situazione cittadina, richiedendo misure drastiche e d’urgenza, a seguito della grave emergenza sociale e sanitaria venutasi a verificare a Reggio Calabria. A causa della costante presenza di enormi cumuli di rifiuti di ogni natura, la popolazione e le imprese che insistono sul territorio si vedono grandemente in pericolo con il rischio di compromettere l’incolumità delle persone e dei minori che vivono nel territorio, ma non solo. I cittadini e le imprese commerciali, già prostrate dall’emergenza coronavirus e poi nel rione Ciccarello dalla presenza costante di spacciatori di droga e scippatori che commettono furti e rapine nei confronti di chiunque si avvicini alla zona, si trovano ora a dover affrontare anche l’emergenza dei rifiuti accatastati in ogni dove e in prossimità delle attività aperte al pubblico. Da ultimo, si è cominciato da parte di ignoti anche a bruciare, sia di giorno che di notte, le montagne di spazzatura accumulatesi, con continui interventi dei VV.FF. Tutti i fatti descritti sono stati più e più volte denunciati alle autorità competenti e sono stati oggetto di articoli di stampa; una rappresentanza del coordinamento di Libera e della rete antiracket ReggioLiberaReggio è stata anche ricevuta nelle scorse settimane da S.E. il Prefetto di Reggio Calabria, dottor Massimo Mariani che ha espresso la sua piena disponibilità all’ascolto e per la risoluzione dei problemi. L’infernale situazione descritta, tuttavia, è in continuo peggioramento ed è divenuta insostenibile, tanto che le famiglie ed i lavoratori della zona minacciano di scendere in piazza a tempo indeterminato e le imprese più esposte, che contano parecchie decine di dipendenti, stanno pensando alla chiusura immediata e forse definitiva. Tutti questi motivi ci hanno spinto a richiedere l’intervento del Governo e delle massime autorità, con immediati e drastici provvedimenti, anche valutando l’invio di unità dell’Esercito, come avvenuto, nel recente passato, per altre gravissime emergenze, al fine di ripristinare la legalità violata e far si che i valori costituzionali in gioco non siano definitivamente compromessi.

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