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Goboservice, luminosa professionalità in RLR

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Goboservice, luminosa professionalità in RLR

Il presidente della giunta regionale veneta, Luca Zaia, è rimasto particolarmente colpito dall’allestimento scenografico che ha trasformato Padova in “una città di stelle”.

Con un post su Facebook si è complimentato con l’amministrazione comunale patavina che, in partnership con la Confcommercio, ha voluto offrire ai cittadini un’atmosfera originale e suggestiva per celebrare degnamente le festività natalizie pur nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza anticovid.

Effetti ottici, originali e coinvolgenti, sono stati generati sui palazzi storici del centro città suscitando l’apprezzamento generale degli abitanti fin dall’inaugurazione avvenuta il 21 novembre.Gli astri di Giotto e di Galilei hanno rappresentato il tema portante di una coreografia luminosa pensata per esaltare le linee e le forme di palazzi antichi di secoli rispettandone le delicate murature.

 

Piazza delle Erbe, piazza dei Signori e piazza della Frutta - oltre ad altri punti nevralgici della città - si sono vestite di luce. Sulle facciate di alcuni palazzi è stato generato un fantasmagorico videomapping tridimensionale. Un romanzo allegorico fatto di pixel in movimento andato in scena su tetti e prospetti cinquecenteschi.

 Altri palazzi sono stati dipinti con raggi potenti e concentrati generati da 20 proiettori dislocati in punti diversi della piazza. Un lavoro di ingegneria certosina per ripensare logge, balconi e prospetti in chiave natalizia.

Mentre la direzione artistica, la comunicazione e il videomapping sono stati gestiti da due aziende del territorio veneto (Superfly Lab e Circuito Zero), pochi sanno che le proiezioni luminose architetturali e il relativo “mapping statico” ad elevatissimo contenuto tecnologico sono stati realizzati ad Archi, quartiere di Reggio Calabria, dalla Goboservice, un’azienda che da quasi vent’anni si misura con il mercato internazionale delle scenografie luminose.

Goboservice nasce per sfida e per scommessa: creare lavoro in Calabria fuori dagli schemi convenzionali e tradizionalistici, puntando sull’innovazione e sulla tecnologia in connessione paritetica con altre aziende del settore dislocate nei più diversi angoli del mondo.

Da questa intuizione iniziale si sviluppa un’attività che ha portato l’azienda ad aprire una filiale in provincia di Bergamo, una negli Stati Uniti e un ufficio commerciale in Francia.

Lavorando con perseveranza e senso di responsabilità, Goboservice si è saputa costruire una solida reputazione di serietà e professionalità.

Questo patrimonio valoriale l’ha portata a diventare interlocutrice autorevole dei giganti delle proiezioni luminose diventando così una delle principali fornitrici internazionali di “gobos”, gli speciali supporti in vetro o in metallo su cui è possibile incidere con tecnica laser qualunque tipo di immagine o di logo.

L’esperienza consolidata negli anni ha portato a un salto di qualità, affiancando alla produzione dei gobos quella degli speciali proiettori necessari per la riproduzione delle immagini ad altissima fedeltà come quelli della serie Golux utilizzati anche a Padova: dispositivi atti a generare fasci di luce concentrata con un ridottissimo consumo energetico.

 Ma se la prospettiva è aperta al mondo, il “punto di proiezione” resta centrato nel cuore di Reggio e della Calabria con i 40 dipendenti in buona parte espressione del territorio (…ma non dimentichiamo le quattro preziosissime colleghe straniere perfettamente integrate nel tessuto sociale reggino: una francese, una ungherese, una kazaka e una cingalese…) e l’adesione a “ReggioLiberaReggio” il network che riunisce aziende impegnate ad alimentare forme di economia pulita e di contrasto alle mafie.

L’adesione alla rete RLR nasce dalla piena condivisione dei valori identitari del cartello di imprese creato dal coordinamento provinciale di “Libera”. C’è la consapevolezza che il contrasto alla criminalità e all’inquinamento economico e sociale si rafforzi non solo con l’azione repressiva delle forze dell’ordine ed educativa della scuola, ma anche con il consolidamento di attività produttive che nella loro intera filiera siano misurabili con parametri di giustizia sostanziale e formale. Un “patto etico non scritto” informa le scelte aziendali in fase organizzativa, produttiva e di vendita.

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